Ci sono lacrime buone e lacrime cattive.
A volte mia figlia piange cercando disperatamente di esprimersi con il suo limitato vocabolario, oppure piange provando un qualche dolore; in quei momenti io la sgrido dicendo: "Non ti permettere di piangere!"
E poi dice: "Piangere equivale a rinunciare alla comunicazione", "Anche se piangi per il dolore, il dolore non se ne va", "Spiega le cose una per una per bene. Voglio ascoltare ogni singola parola tua"
Non si tratta assolutamente di quella banalità secondo cui non piangere equivale a essere forti. È perché se piangi non comunichi nulla, anzi, gli altri finirebbero per fraintenderti.
Glielo dico da quando era molto piccola.
Lei ha smesso di piangere e ha iniziato a sforzarsi di trovare le parole e a spiegarsi.
Di fronte agli sforzi e all'atteggiamento di mia figlia
A volte io, da solo, mi metto a piangere

