(La foto è del centro di CATANIA, Sicilia. Quando porti un neonato, gli zii e le zie lo adorano moltissimo, senza chiedere il permesso, ridono, ti toccano la faccia del bambino senza esitazione. Non è successo così in America. Sono persone molto gentili.)

Parlando di linguaggio onorifico, ci hanno insegnato una definizione come: uno strumento sociale per essere educati... ci hanno insegnato la semplice equazione che chi usa il linguaggio onorifico è una persona educata, ma nella mia esperienza, c'è stato un momento in cui ho imparato una prospettiva che ha sovvertito quella sensazione.
Quella cosa, per dirla in breve, viene dall'italiano, e in italiano ci sono due modi per dire 'tu'. TU e LEI. TU è per le persone intime, LEI è per gli sconosciuti, il 'tu' formale, ecc. così ho imparato all'inizio. (Anche la forma del verbo coniugato cambia a seconda che si usi TU o LEI, quindi si capisce dal contesto se si sta parlando in forma TU o in forma LEI)
Allora, LEI è un linguaggio di cortesia? Certo, sembra un linguaggio di cortesia.
Ma, non so se sia un'opinione generale, ho chiesto direttamente a un amico italiano e mi ha detto che usare LEI (per gli sconosciuti) non ha solo lo scopo di essere 'gentili'.
Cosa???
È stato definito anche come uno strumento sociale per mantenere meglio il proprio spazio personale, o piuttosto un contro-strumento sociale per 'quando si vuole prendere le distanze da quella persona'.
In Giappone, fin da piccoli, se si era educati, ci si grattava la testa e si diceva: 'Ah, sai usare il linguaggio onorifico, sei bravo', e si aveva l'esperienza di approfondire il rapporto con gli anziani, quindi per me è stato illuminante.
Non voglio avere a che fare con questa persona, quindi uso il linguaggio onorifico. Capisco.
E, mentre ci riflettevo, ho pensato: 'Aspetta un attimo'. Forse è vero!! A scuola ci hanno insegnato solo i lati positivi dello scopo del linguaggio onorifico, ma in realtà, anche nella società giapponese e in giapponese, noi stessi lo usiamo in modo intuitivo in certe occasioni. Capisco. Forse non ci avevo mai pensato seriamente prima.
Il linguaggio onorifico può anche essere uno strumento sociale per garantire il proprio spazio personale. Quando le persone sono pigre, quando le situazioni sociali sono complicate, si usa SOLO il linguaggio onorifico. Anche questa interpretazione è buona! Penso che sia stata una nuova riflessione o scoperta, ancora oggi, ciao ciao

