# 🇲🇽🇺🇸フェンスの話 3 **Source:** https://taksanart.com/it/🇲🇽🇺🇸フェンスの話-3 **Language:** Italian --- A proposito..., non si parla di confini, eh yo (ride). Penso che, traducendo nelle varie lingue del mondo, ci siaspesso contesti diversi anche per parole apparentemente simili. Ad esempio, nel contesto della parola «rispetto», in Giappone essa si applica spesso a culture basate su relazioni gerarchiche come «la gratitudine verso i genitori» o «il saluto ai superiori», oppure credo abbia incluso contesti di socialità come «la premura per l'altro» o «l'empatia verso i sentimenti altrui». Lavorando con molti americani, ho notato (ovviamente le persone sotutte diverse, ma ci sodelle tendenze) che il concetto di «rispetto» indica una relazione in cui non si calpesta il terreprivato altrui. In generale, non solo si evitadiscorsi su politica e religione, ma non ci si addentra nemmein argomenti personali nei luoghi pubblici o sul lavoro; tanto meno, anche se si è buoni amici, si danconsigli o opinioni sui comportamenti e pensieri altrui. C'è una recinzione invisibile tra gli individui, e forse per loro il rispetto consiste nel capire dove e come esista questa recinzione. E quindi! C'è una storia interessante. Tempo fa soandato ad ascoltare la conferenza di un architetto nippo-america(o messicano-americano), e a suo dire, le case tipiche che si vedonegli Stati Uniti hanun prato anteriore aperto, con la casa situata più indietro. Nelle case di origine messicana, invece, c'è spesso una recinzione di metallo nel giardianteriore. ![Download 2](https://taksanart.com/wp-content/uploads/2022/09/download-2.jpg?w=355 "🇲🇽🇺🇸フェンスの話") Nelle comunità di origine messicana, dove ci sorecinzioni, si vedospesso chiacchierate tra vicini. Tutti chiacchieraoltre la staccionata, magari tenendo in mauna birra. Perciò la comunicazione locale è molto attiva. Tutti conoscobene tutti e sembra che ci siaanche parecchie litigate. Sembra che faccia parte della loro cultura. D'altra parte, nelle zone con case dotate di giardianteriore all'americana non essendoci recinzioni non ci soovviamente conversazioni da una staccionata all'altra. Salutare con un «ciao!» (nel poco tempo a disposizione passando) chi sta innaffiando il giardiè il massimo della comunicazione possibile. La presenza di recinzioni chiarisce l'area personale (la parte in cui non si deve entrare). E questo approfondisce la comunicazione tra sé e gli altri (le persone esterne). È stato un concetto interessante. Di solito penso che sia il contrario. Visto che le recinzioni nascooriginariamente come misure di sicurezza, pensavo che allontanassero le persone e ostacolassero l'interazione sociale. Ed è lì che ho pensato: "Ah, capisco". Probabilmente, e questa è la mia opinione, la CHIAVE sta nel fatto che "lo scopo del dialogo è chiaro". Ad esempio, per le persone di origine messicana, lo scopo è la "coesistenza all'interdella comunità". La recinzione è ustrumento e arricchisce la comunicazione per quella coesistenza. Questa è l'impressione che ne ricavo. Riflessioni pensando al rispetto e ai confini: Penso che, quando la mancanza di comunicazione diventa un problema, sarebbe utile che i confini e il significato dello scopo fossero chiari. Anche tra americani comuni, ho visto che quando lo scopo è chiaro, come in riunioni o dibattiti, c'è un notevole scambio di opinioni e le discussioni si fanaccese. Fia che punto ci si può spingere? Cosa si sta cercando? Qual è l'obiettivo? In questi giorni penso che stabilire preventivamente una «chiara recinzione» alla conversazione possa rendere più attive sia le riunioni aziendali che i dialoghi. ### Condividi questo: - Condividi su Facebook (si apre in una nuova finestra) Facebook - Condividi su X (si apre in una nuova finestra) X - Condividi su WhatsApp (si apre in una nuova finestra) WhatsApp ### Ti piace questo: Mi piace Caricamento in corso… ### Leave a Comment Cancel Reply