# プロフェッショナル意識とジャパン **Source:** https://taksanart.com/it/プロフェッショナル意識とジャパン **Language:** Italian --- #### Just a Thought Ultimamente rifletto su molte cose. Molte persone in Giappone vivoall'interdello status sociale di "impiegato". In questo contesto, anche se ho molti amici, le persone che in Giappone mantengostandard elevati conoscoovviamente la propria storia lavorativa, il proprio set di competenze e il proprio portfolio, e sancome le proprie capacità individuali si connettoe si riflettonella società. Anche se non è la corrente principale, la consapevolezza professionale esiste. Inoltre, ci soanche artigiani come falegnami e cuochi; anche se forse non rappresentala corrente principale, la professionalità esiste anche lì. #### Storia del periodo in America Il Giappone è diventato una società in cui molte persone sodiventate impiegate, e la vita si è stabilizzata. Molti hanlavorato sodo credendo nel mantra "Entra in una buona scuola, entra in una buona azienda". Forse, come risultato, così tante persone sodiventate impiegate e si è creata una società stabile. D'altra parte, per quanto riguarda la mia esperienza negli Stati Uniti, per quanto riguarda le aziende, ho avuto l'impressione di una sorta di "legge della giungla: mangiare o essere mangiati". In un mondo in cui i dipendenti possoessere licenziati in qualsiasi momento e c'è una competizione in cui ci si ostacola a vicenda, tutti ottengodisperatamente qualifiche e imparaconoscenze con impegno; ho sentito che c'era una tensione costante e la preparazione a rispondere alla domanda: "Che tipo di professionista sei esattamente?". (Per citare un esempio estremo, quando facilitavo gli allenatori della NFL, la lega di football americaprofessionistico, ho percepito un barlume di quella severità e tensione fuori dal comune). In inglese, se ti chiedoqual è la tua professione, la risposta "impiegato" non è molto comune. Ho avuto l'impressione che spesso si includessero dettagli su settori specifici o sulle proprie competenze. In un certo senso, si presta molta attenzione alla professionalità e credo ci sia la consapevolezza che "è grazie a questo che mi guadagda vivere". #### Storia dell'Italia L'Italia è interessante. Innanzitutto, la categoria di registrazione fiscale differisce a seconda del settore professionale. Ad esempio, il sistema fiscale per chi produce beni è diverso da quello per chi non produce oggetti fisici, come i consulenti. Pertanto, la distinzione delle professioni specialistiche è collegata al sistema fiscale. Quindi, a differenza del Giappone, non si può dire "Da domani divento un artista!" e iniziare a dipingere e vendere opere; bisogna prima parlare con un commercialista e impostare il modo in cui pagare le tasse. Anche le leggi fiscali per le professioni specialistiche somolto diverse da quelle giapponesi. E! Il motivo per cui ho detto che è interessante è che, in un certo senso, tutti rispettale rispettive professioni. In Sicilia, in particolare, non ci somolte persone come gli impiegati giapponesi; ci somolte persone che creao producocose concretamente. Se senti dire "Souchef", tutti ti rispettano. "Faccio l'agricoltore", tutti ti rispettano. "Soun pittore", anche questo è rispettato da tutti. Ad esempio, a livello locale, gli agricoltori che vendofrutta e verdura per strada con piccoli camion: la loro professionalità è naturalmente rispettata e amata dalla gente del posto. Ho l'impressione che tutti abbiauna forte consapevolezza della propria specializzazione (opinione personale). Molte persone lavorain proprio e, naturalmente, è scontato che debbasvolgere un lavoro di alta qualità; se lo fanno, il lavoro viene generato attraverso raccomandazioni all'interdella rete sociale dei colleghi. Non è come in Giappone, dove si dice: "Per perdite d'acqua o lavori idraulici, chiama subito la ditta Xxx!"; tutti conoscoi singoli professionisti e si rivolgodirettamente a loro. Di conseguenza, poiché tutti hanuna professione specializzata, nasce naturalmente il rispetto per le altre professioni: percepisco questo tipo di relazione. #### Bene, torniamo al Giappone... Penso che la scelta di essere un impiegato sia meravigliosa. Superaselezioni rigorose per essere assunti, mantengole proprie famiglie e tutti si dedicaal proprio lavoro. Tuttavia, penso che il fatto di aver creato molte persone mediocri e stabili, senza il timore di essere licenziati e con delle garanzie, abbia generato anche dei lati negativi. In effetti, l'ho visto molte volte io stesso: esistodei gentiluomini accordi per cui, anche se i problemi soevidenti, nessuli fa notare. Le persone con conoscenze ed esperienze professionali specifiche per risolvere tali problemi non soben viste, poiché considerate fattori che disturbal'ordine. Ho sentito che il detto "il chiodo che sporge viene martellato" esiste davvero, molto più di quanto dicagli stereotipi. L'apparizione di qualcuche fa notare ciò che gli altri non sano che offre critiche costruttive, o l'introduzione di nuove conoscenze, per quanto corrette, portaa cambiamenti nella loro tranquilla quotidianità, costringoa studiare cose nuove e creasituazioni spiacevoli. Potrebbe significare creare un nuovo fattore di competizione a partire da domani. In passato, quando venivo inviato in missione da un'azienda americana per fare consulenza commerciale presso molte aziende giapponesi, sostato spesso detestato (forse era un problema del mio carattere! Ahah). Molti di loro cercavadi ostentare e difendere a tutti i costi le proprie esperienze e conoscenze passate. (Per inciso, anche quando venivachiamati esperti con conoscenze specialistiche dall'estero, a volte la rabbia veniva rivolta inspiegabilmente a me che facevo da facilitatore; è una storia divertente. C'era sempre una reazione di rifiuto di tale portata). #### Allora, cosa faremo? Giappone Nonostante il desiderio interiore di avere una vita lavorativa stabile, vedo che si avvicina il giorin cui la pressione di fattori esterni come 30 anni di stagnazione economica, il calo delle nascite e la carenza di manodopera costringeranla società a cambiare. È emersa la possibilità che non si possa più condurre una vita stabile lavorando dalle 9 alle 17. La soluzione, per me, è semplice: innanzitutto, promettere tutti insieme di non distogliere lo sguardo dai problemi, risolverli concretamente, stabilire delle scadenze, rispettare la professionalità, imparare e sfidare se stessi. Decidere di fare così. Semplicemente, mi chiedo se tali piccole convenzioni non porteranun giora grandi cambiamenti positivi nella società... È quello che penso ultimamente ### Condividi questo: - Condividi su Facebook (si apre in una nuova finestra) Facebook - Condividi su X (si apre in una nuova finestra) X - Condividi su WhatsApp (si apre in una nuova finestra) WhatsApp ### Ti piace questo: Mi piace Caricamento in corso… ### Leave a Comment Cancel Reply